Il totale di casi umani di influenza suina ufficialmente notificati all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e confermati da analisi di laboratorio è salito a 257 contro i 148 ieri.La situazione
Gli Stati Uniti hanno notificato 109 casi di contagio confermati in laboratorio, di cui uno letale. Il Messico ha confermato 260 casi e 12 decessi. Contagiati anche in Canada (19), Spagna (13), Germania e Nuova Zelanda (3), Israele (2), Austria, Olanda e Svizzera (1). Il vicedirettore dell'Oms Keiji Fukuda ha spiegato che l'aumento dei casi in Messico è in primo luogo dovuto ad un ampio lavoro per i risultati delle analisi. L'Oms, inoltre, ha annunciato che a partire da oggi userà la denominazione influenza A(H1N1) invece di influenza da suini.
"Chi torna dal Messico rimanga in casa 7 giorni"
Questa l’indicazione data dal sottosegretario con delega alla Salute Ferruccio Fazio, che ha trasmesso alle regioni una circolare con tutti i comportamenti da tenere per limitare il più possibile il rischio di contagio.
Fazio ha precisato che sarà il medico a decidere se il cittadino che rientra in Italia dal Messico e che lavora in determinate condizioni, ha diritto a rimanere a casa dal lavoro sette giorni come misura preventiva. Farà fede il certificato medico che verrà consegnato al lavoratore. Probabilmente già domani scatteranno nuovi controlli alle frontiere italiane per intercettare i viaggiatori che arrivano dal paese centroamericano, in modo da segnalare la loro presenta alle Asl che potranno così seguirli direttamente.
Nessun caso confermato in Italia
Per ora nessun caso di contagio è stato confermato in Italia. All'Istituto Nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani’’ di Roma sono risultati tutti negativi i test effettuati sui 14 casi sospetti esaminati finora. Ma notizie di possibili casi di influenza A(H1N1) in Italia continuano ad arrivare. Le ultime diagnosi sospette sono state segnalate a Massa, Viareggio e Grosseto. In tutti e tre i casi si tratta di adulti tornati negli ultimi giorni dal Messico. A Perugia invece un turista americano di 58 anni è stato ricoverato in ospedale "a titolo precauzionale" con "lievi sintomi" influenzali.
In corso accertamenti su una bambina italiana ammalata in Messico
È stata dimessa la bambina italiana che era stata ricoverata ieri con sintomi da influenza A(H1N1) in un ospedale nella città di Oaxaca. L'ambasciatore italiano in Messico, Felice Scauso ha riferito di aver parlato con il padre della bambina “che è stata dimessa e potrà seguire la terapia antivirale a casa".
Italiani preoccupati
Da quando è stato attivato, alle 18.00 di ieri, sono circa 16 mila le chiamate giunte al numero verde "1500" istituito dal ministero del Welfare per dare informazioni e aggiornamenti in merito "alla nuova influenza umana A/H1N1".
Allerta a livello 5
Ieri, al termine di una riunione del Comitato per le emergenze sanitarie dell’Unione europea, è stato alzato il livello d'allerta dalla fase quattro alla fase 5. Un livello che indica la possibilità concreta di una pandemia imminente.
Oms: non ci sono elementi per alzare il livello a 6
Non c'è ancora evidenza di un'allerta di pandemia a livello sei, massimo livello della scala di rischio. Lo ha affermato l'Organizzazione mondiale della Sanità nella conferenza stampa tenuta oggi a Ginevra.
Il vice presidente dell'Oms, Keiji Fukuda, in una conferenza stampa telefonica ha anche fatto sapere che la casa farmaceutica Roche sta aumentando la produzione di Tamiflu per l'infezione.
La situazione in Spagna
Tra i Paesi più colpiti c’è la Spagna. Qui sono 13 i casi accertati, mentre quelli 'sospetti' sono saliti da 70 a 87. Gli ultimi due casi confermati sono stati segnalati a Madrid e nella Murcia, altri sei sono stati registrati in Catalogna, dove si è verificato il primo caso di contagio indiretto, ovvero di una persona che non è rientrata dal Messico di recente. Gli atri sono stati segnalati due nella provincia di Albacete, gli altri due a Bilbao e Valencia.
In Spagna e Francia antivirali razionati
Le farmacie spagnole non possono vendere né il Tamiflu né il Relenza, ovvero i due antivirali che si sono dimostrati efficaci contro l'influenza suina. Il Governo spagnolo ha bloccato la vendita di questi farmaci per fermare il loro uso indiscriminato dovuto a una psicosi collettiva. La Spagna ha una riserva di 10 milioni di questi antivirali. Al momento sono disponibili solo nelle farmacie ospedaliere, come indicato nel piano pandemico spagnolo. "Non sono farmaci di uso generale e noi dobbiamo restringerli", ha detto il ministro della Salute Josè Martinez Olmos. La preoccupazione è quella che la gente ne faccia un uso sbagliato, rendendo il farmaco inutile qualora il virus colpisse. In questo modo il rischio è che il virus H1N1 sviluppi una resistenza agli antivirali”.
In Francia la multinazionale farmaceutica Roche ha dato disposizione di sospendere le consegne dell'anti-influenzale Tamiflu alle farmacie. La decisione è stata presa per riservare gli stock ad ospedali e autorità sanitarie, ma ha assicurato che gli stock non sono "esauriti".
Sfiorato l’incidente diplomatico
È polemica tra Germania e Spagna dopo le dichiarazioni del ministro tedesco della Sanità, Ulla Schmidt, che durante un’intervista ha sconsigliato ai cittadini tedeschi di recarsi nel paese iberico per il prossimo Gran Premio di Formula 1 al circuito di Montmelò, per il "rischio" rappresentato dal fatto che la Catalogna "è la regione più infettata d'Europa" dall'influenza suina.
"Si tratta delle opinioni di una persona che, disgraziatamente, creano un evidente danno al turismo spagnolo e alimentano la sensazione di panico", ha replicato un responsabile del circuito. Dichiarazioni, quelle della Schmidt, considerate "ancora più gravi", alla vigilia del vertice dei ministri della Sanità della Ue, riuniti oggi a Bruxelles per adottare misure comuni per far fronte alla minaccia di pandemia.
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